Il quaderno

Il classico quaderno è uno strumento didattico di fondamentale importanza, utilizzabile ampiamente anche nella scuola familiare. Permette di dare un ordine logico e grafico al materiale raccolto, consente di strutturare un percorso articolato eppure unitario, costituisce, al termine del lavoro, un vero e proprio libro di testo personale, con materiali elaborati e selezionati. Dalla scuola materna all’università, un quaderno di studio è l’elemento principale intorno a cui ruota la riorganizzazione di testi, disegni, citazioni, relativi all’argomento che si sta affrontando.
Da principio, e per gran parte della scuola elementare, sarà una sorta di
diario, in cui i bambini annoteranno, dapprima mediante disegni, gli eventi per loro significativi, le loro storie preferite, le persone, i luoghi, gli oggetti, che hanno attirato la loro attenzione. Al disegno andranno via via affiancandosi i testi, prodotti dal bambino o scelti e trascritti, come piccole poesie, filastrocche, brani tratti da fiabe e racconti. Più avanti sarà utile strutturare dei quaderni tematici, in cui approfondire singoli argomenti, sempre attraverso disegni, testi personali, riassunti, schemi, mappe concettuali.
In ogni caso, alla fine, si avranno dei veri e propri libri, che andranno a comporre
una personalissima biblioteca. Risulterà molto gratificante per i bambini ottenere, alla fine di un percorso interessante, anche un prodotto finito di qualità, da condividere con gli altri.
Uno strumento di lavoro tanto prezioso merita di essere impostato con cura fino da principio. La
cura dei dettagli è uno strumento educativo tanto fondamentale quanto sottovalutato. Perciò, fin dai tre anni, invece dei fogli sparsi, diamo ai bambini un bel quadernone a fogli bianchi, senza righe né quadretti, su cui disegnare quando ne hanno voglia. Sul retro di copertina scriveremo la data in cui il quaderno è stato cominciato e quella in cui è stato terminato, mentre nella prima pagina, in bella calligrafia, con caratteri grandi, scriveremo il nome del piccolo autore. Sarà la prima cosa che vorrà scrivere da solo, magari ripassando il nostro tratto.
Sempre in bella calligrafia, con una matita colorata intonata al disegno, scriveremo quel che il bambino ci dice di aver rappresentato. Pian piano scriverà da solo le frasi che accompagneranno il suo disegno. Controlliamo che la nostra scritta non disturbi la composizione, ma anzi che la pagina abbia un buon equilibrio grafico complessivo. Per farci un’idea, andremo a vedere come viene posizionato il testo nei libri illustrati. Un piccolo sforzo per incominciare bene sulla
strada dell’ordine e dell’accuratezza, essenziali in ogni ordine e grado di studi.
Preferiremo un quaderno bianco perché, per anni, il disegno occuperà il posto centrale nel diario e nei quaderni tematici del bambino. E anche perché, nella maggior parte dei casi,
la scrittura si svilupperà dal disegno gradualmente e con continuità. La prima scrittura, inoltre, è piuttosto ampia, e righe e quadretti, anziché costituire un aiuto, finiscono per richiedere uno sforzo eccessivo, che può scoraggiare il bambino nei suoi primi tentativi. Torneranno utilissimi più avanti, per perfezionare la calligrafia o per gli esercizi di aritmetica, quando la mano sarà in grado di padroneggiare la scrittura anche nella piccola dimensione.
Optiamo per un quaderno grande perché, da principio, i bambini piccoli disegnano ancora
con un movimento di tutto il corpo e il formato grande risulta più adatto a contenere i loro lavori, altrimenti destinati a rimanere per metà sul tavolo. In seguito vedremo che il quadernone consentirà di impaginare meglio testi e disegni e di organizzare il materiale senza frammentarlo troppo.
Dopo averlo proposto ai bambini e averne mostrato l’uso, lasceremo il quaderno
a libera disposizione, su un ripiano o in una cartella personale, a cui possano accedere quando vogliono, anche senza il nostro aiuto.

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