Sul balcone

Un balcone, anche piccolo, è il luogo adatto per allestire un vero e proprio laboratorio di scienze naturali, fonte inesauribile di spunti di lavoro e riflessione per tutto il corso dell’anno.
Cominciamo col metterci un termometro da esterni, magari di quelli che registrano massima e minima. Ci aiuterà ad osservare il tempo meteorologico con uno sguardo più scientifico: oggi ha fatto freddo, ma
quanto esattamente? Più o meno di ieri? E rispetto alla settimana scorsa?
Su un quaderno potremo riportare le temperature rilevate e le condizioni atmosferiche, mediante un semplice simbolo che indichi il sole, le nuvole, la pioggia. Alla fine del mese, potremo elaborare i dati in semplici grafici, muovendo così i primi passi nel mondo della statistica. Dalla lettura dei grafici è possibile che nascano
curiosità matematiche, come per esempio il calcolo della media o l’utilizzo del piano cartesiano.
Forse vorremo aggiungere sul nostro quaderno altre informazioni utili a prevedere il tempo, come, per esempio, la forma delle nuvole: perché sono diverse? Che cosa indicano? Potremmo disegnare un piccolo atlante delle nubi. Oppure ci affascinerà il vento. Disegneremo allora una rosa dei venti e avremo bisogno di una piccola bussola per capire da dove soffia. Per misurarne la potenza, invece, utilizzeremo la scala Beaufort, che quantifica la forza del vento senza bisogno di sofisticate strumentazioni, ma semplicemente osservando i suoi effetti sulle cose.
Per i piccoli matematici, il termometro susciterà grande curiosità: cosa significa
sottozero? Cosa sono e come si comportano i numeri negativi? Oppure potranno chiedersi che differenza c’è tra i gradi Celsius e i gradi Farenheit e affrontare con entusiasmo le scale termometriche e i loro rapporti.
Seguendo i bambini
e i loro interessi, spesso ci stupiremo di quanto sono complesse o articolate le loro domande. Ci troveremo, forse, ad affrontare argomenti che, in astratto, non avremmo ritenuto adatti alla loro età, e che, invece, non solo riescono ad affrontare, ma si rivelano particolarmente adatti al loro personale percorso formativo.
Il nostro balcone potrà ospitare anche un piccolo
osservatorio ornitologico. Qualche briciola e pochi semi attireranno gli uccelli meno timorosi e grandi e piccini potranno vivere l’emozione del contatto con la vita selvatica. Osservando da vicino passeri, cince e pettirossi ci verrà voglia di conoscerli meglio, per capire quale cibo è più adatto a loro. Osserveremo bene la forma del becco, delle zampe, della testa, il loro volo per comprenderne le abitudini.
Il
disegno ci sarà molto utile per affinare le nostre capacità di osservazione. Potremmo raccogliere tutte le notizie che troviamo in un quaderno corredato di disegni e immagini, da arricchire negli anni. Magari vi troveranno posto anche lucertole, formiche, api, e uccelli meno avvicinabili, ma che possiamo osservare comunque mentre sfrecciano nel cielo, come rondini, rondoni, merli, codirossi. Sarà il nostro libro degli animali, ci insegnerà ad osservare con più attenzione il mondo che ci circonda.
Ecologia significa etimologicamente “conoscenza della propria casa”. Partiamo allora dall’
esperienza diretta degli esseri viventi che ci circondano, perché questa concreta esperienza sensoriale possiede un valore scientifico ed emotivo insostituibile. È naturale che i bambini siano affascinati da animali esotici o eccezionali o spaventosi, anche per il loro valore simbolico ed evocativo. Ma sapere tutto del facocero o dell’anaconda, senza sapere che cosa mangino le lucertole, rischia di produrre un interesse per il mondo naturale astratto e libresco e non una viva ed empatica educazione ecologica.
Sul balcone c’è posto
anche per il mondo vegetale. Una manciata di bulbi piantati in autunno ci permetterà di spiare l’arrivo della primavera e, con un po’ di audacia, potremo provare a coltivare una piantina di pomodori, o a seminare un po’ di insalata in una cassetta. I bambini potranno occuparsi (quasi) da soli di questo micro-orto, osservando la vita della pianta e degli insetti, che susciterà domande e l’impulso a cercare delle risposte soddisfacenti.
E poi avranno l’enorme soddisfazione di offrire per pranzo la propria verdura, sperimentando che cosa significhi produrre il proprio cibo. I bambini amano
fare cose vere, partecipare ai processi fondamentali della vita umana; cerchiamo di dare loro questa opportunità ogni volta che è possibile.

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