Come sviluppare tutti i talenti del bambino

La cosa più infelice di questo bellissimo libro è, senza dubbio, il titolo italiano. Sembrerebbe un libro dedicato a chi ha grandi aspettative ed è in cerca dell’educazione perfetta per crescere uno (e di solito un solo) figlio perfetto. Come si può arguire dal titolo di questo sito, la perfezione in educazione mi ha sempre suscitato diffidenza. Terribile poi la scelta del singolare “i talenti del bambino“, come se esistesse un bambino assoluto, un’idea platonica in base alla quale valutare la realtà e non gli innumerevoli, singoli, diversissimi bambini.

Ma, per fortuna, il libro parla di tutt’altro. Raccoglie le testimonianze, le esperienze e le proposte pratiche di un gruppo di genitori, educatori e insegnanti norvegesi che si ispirano alla pedagogia steineriana. Alla fine della lettura ci ritroviamo con la convinzione che stare con i bambini debba e possa essere anzitutto un grande piacere e ci sentiamo rigenerati nel nostro compito di educatori da una sensazione quasi fisica di serenità.

L’aspetto più originale del testo è la capacità di guardare alle attività quotidiane e tradizionali in maniera pedagogicamente attenta, evidenziando la funzione che vengono a svolgere nello sviluppo psicofisico del bambino. Viene restituito alle fiabe, al teatrino, ai girotondi tutto il loro spessore pedagogico e la loro forza formativa, al punto che, pur trattando dei bambini fino a sette anni, molti spunti restano validi anche per le età successive.

Le attività proposte sono semplicissime, minime: la preparazione delle feste dell’anno, piccole esperienze casalinghe di cucina e riordino, canti e filastrocche, gli antichissimi e sempre più trascurati girotondi, il teatrino, nella sua forma più semplice.

Dietro questa semplicità sta la convinzione propria della pedagogia steineriana che il bambino del primo settennio non abbia bisogno di nient’altro che di un’ambiente casalingo armonioso e tranquillo, al punto che un’insegnante steineriana una volta ebbe a dirmi che le loro scuole materne non fanno altro che tentare di imitare, senza poterci riuscire, quello che la mamma farebbe a casa col suo bambino.

Naturalmente in questa visione pedagogica non c’è spazio per i precocismi, per gli “stimoli”, per la prescolarizzazione che tanto gratifica insegnanti e genitori. Qui i tempi dei bambini non sono solo rispettati, ma anzi mantenuti in una voluta lentezza. Al punto che i suggerimenti presentati sono rivolti all’intero primo settennio, che nel nostro ordinamento scolastico è già in parte passato a scuola.

È un libro che merita di essere riletto, nel corso degli anni, mentre i bambini crescono, e che lascia la sensazione di un viaggio in un tempo diverso, quello del “mondo dell’infanzia” (che poi è il titolo originale). Ciò che probabilmente dà questo sapore al libro, che pure raccoglie interventi molto diversi tra loro, è la dimensione del ritmo, come tempo incantato che, ripetendosi sempre uguale, rasserena, accoglie, contiene. Leggendolo si prova la stessa sensazione che si ha davanti al crescere di un albero, che, nel ripetersi senza fine del ciclo delle stagioni, pure allunga i rami verso il cielo, intrecciando il tempo lineare e quello ciclico, esattamente come avviene in ogni esperienza di formazione.

51PJd7AGszL._     A. Mathisen (a cura di), Come sviluppare tutti i talenti del bambino

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